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Composizione Negoziata della Crisi d'Impresa: Quando Conviene, Come Funziona e Quali Vantaggi Offre nel 2026
La composizione negoziata consente all'imprenditore di affrontare tempestivamente situazioni di squilibrio economico, patrimoniale o finanziario, avviando un percorso di risanamento prima che le difficoltà possano trasformarsi in una situazione di insolvenza.
La composizione negoziata della crisi è uno strumento previsto dal Codice della Crisi d'Impresa che consente all'imprenditore di affrontare tempestivamente situazioni di squilibrio economico, patrimoniale o finanziario prima dell'insolvenza.
La procedura è volontaria e permette alle imprese in difficoltà finanziaria di avviare trattative assistite da un esperto indipendente, con l'obiettivo di individuare soluzioni di risanamento e preservare, quando possibile, la continuità aziendale.
La composizione negoziata si sta affermando come uno degli strumenti più importanti per favorire l'emersione anticipata delle difficoltà aziendali. Il principio alla base del procedimento è intervenire quando esistono ancora concrete possibilità di recuperare l'equilibrio dell'impresa e preservarne il valore economico.
I principali vantaggi della composizione negoziata
- consente di trattare con banche, fornitori e creditori pubblici;
- permette l'accesso agli strumenti fiscali previsti dalla normativa;
- prevede specifiche misure premiali fiscali;
- favorisce il mantenimento della continuità aziendale;
- può consentire l'accesso a misure di protezione durante le trattative.
Cos'è la composizione negoziata della crisi
La composizione negoziata della crisi è uno strumento previsto dal Codice della Crisi d'Impresa che consente all'imprenditore di affrontare tempestivamente situazioni di squilibrio economico, patrimoniale o finanziario prima dell'insolvenza.
Si tratta di una procedura volontaria che permette alle imprese in difficoltà finanziaria di avviare trattative assistite da un esperto indipendente, con l'obiettivo di individuare soluzioni di risanamento e preservare la continuità aziendale.
La composizione negoziata si sta affermando come uno dei più importanti strumenti di prevenzione dell'insolvenza introdotti dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza. La sua finalità è favorire l'emersione anticipata delle difficoltà aziendali, consentendo all'imprenditore di affrontare una situazione di squilibrio prima che questa degeneri in una crisi irreversibile.
Un utilizzo crescente dello strumento
I dati dell'Osservatorio Unioncamere evidenziano un utilizzo crescente della composizione negoziata e un progressivo aumento dei casi conclusi con esito favorevole.
A maggio 2025 le istanze presentate dalla sua introduzione erano quasi 3.000, con 905 nuove domande depositate nel semestre considerato, un tasso di successo pari al 22,5% e 295 casi conclusi positivamente. L'ulteriore monitoraggio pubblicato da Unioncamere nel 2026 conferma il trend crescente delle domande e dei risultati positivi ottenuti dalle imprese.
L'esperienza maturata nei primi anni di applicazione consente oggi di individuare con maggiore precisione quali siano le imprese che possono beneficiare maggiormente della procedura e quali siano i segnali che suggeriscono un accesso tempestivo.
L'eredità finanziaria del periodo Covid: una delle principali cause di accesso alla composizione negoziata
Un fenomeno che emerge con sempre maggiore frequenza nelle procedure di composizione negoziata riguarda le imprese che hanno superato la crisi economica generata dalla pandemia ma continuano a subire gli effetti finanziari delle misure adottate in quel periodo.
Tra il 2020 e il 2022 il legislatore ha introdotto numerosi interventi emergenziali finalizzati a preservare la continuità aziendale, tra cui:
- finanziamenti assistiti da garanzia pubblica;
- moratorie bancarie;
- sospensioni di mutui e leasing;
- rinvii e rateizzazioni di imposte e contributi;
- sospensione delle attività di riscossione;
- agevolazioni fiscali e previdenziali.
Questi strumenti hanno consentito a migliaia di imprese di superare una fase straordinariamente complessa, evitando crisi di liquidità che avrebbero potuto determinare la cessazione dell'attività. In molti casi, tuttavia, il problema finanziario non è stato eliminato, ma semplicemente differito nel tempo.
Oggi numerose aziende presentano bilanci caratterizzati da risultati economici soddisfacenti, fatturati tornati ai livelli pre-pandemici e marginalità operative nuovamente positive. Nonostante ciò, la struttura finanziaria può risultare ancora appesantita dagli impegni assunti durante l'emergenza sanitaria.
Gli impegni finanziari che possono pesare ancora oggi
- finanziamenti garantiti dallo Stato contratti durante il periodo Covid;
- rate derivanti dalle moratorie bancarie terminate;
- debiti tributari e previdenziali oggetto di rinvio;
- carichi affidati all'Agente della riscossione dopo la riattivazione delle attività di recupero;
- rateizzazioni fiscali che si sono sommate ai normali flussi di cassa aziendali.
In queste situazioni l'impresa non si trova necessariamente in una crisi economica, bensì in una crisi finanziaria da eccessivo indebitamento accumulato.
Il paradosso è evidente: aziende che generano utili operativi e mantengono una presenza consolidata sul mercato possono trovarsi in difficoltà non per carenza di redditività, ma per l'impossibilità di sostenere contemporaneamente gli impegni assunti durante il periodo emergenziale e il fisiologico fabbisogno finanziario della gestione corrente.
Proprio per queste situazioni la composizione negoziata può rappresentare uno strumento particolarmente efficace. Attraverso le trattative assistite dall'esperto indipendente, l'impresa può perseguire una ristrutturazione dell'indebitamento finanziario e fiscale senza interrompere l'attività, ricercando un nuovo equilibrio tra capacità di generazione di cassa e debiti da rimborsare.
In molti casi il problema non è la mancanza di prospettive industriali o commerciali, bensì la necessità di riallineare il calendario dei pagamenti alla reale capacità finanziaria dell'impresa.
Imprese economicamente sane, ma finanziariamente stressate
Aziende che hanno superato la crisi del mercato generata dalla pandemia, ma continuano a sostenere il peso delle decisioni finanziarie adottate per sopravvivere a quel periodo straordinario.
Chi può accedere alla composizione negoziata?
Possono accedere alla composizione negoziata diverse tipologie di imprese.
È essenziale che il risanamento dell'impresa sia ragionevolmente perseguibile.
Quando l'impresa dovrebbe accedere alla composizione negoziata
La composizione negoziata è destinata alle imprese che presentano una situazione di crisi o pre-crisi ma conservano concrete prospettive di risanamento.
L'impresa tipicamente idonea è caratterizzata da:
- attività operativa ancora funzionante;
- portafoglio clienti conservato;
- capacità produttiva integra;
- patrimonio aziendale ancora recuperabile;
- tensioni finanziarie crescenti;
- necessità di ristrutturare il debito.
Sono invece meno adatte le situazioni nelle quali l'attività risulta ormai cessata o prive di qualsiasi prospettiva di continuità aziendale.
I principali segnali di allerta della crisi d'impresa
Uno degli aspetti fondamentali nella gestione della crisi d'impresa è la capacità di riconoscere tempestivamente i segnali che possono indicare un progressivo deterioramento dell'equilibrio finanziario aziendale.
Alcuni indicatori assumono particolare rilevanza perché consentono agli amministratori, agli organi di controllo e ai professionisti dell'impresa di valutare la necessità di intervenire prima che la situazione diventi irreversibile.
Debiti verso i dipendenti
Un primo segnale di difficoltà è rappresentato dalla presenza di retribuzioni:
- scadute da oltre 30 giorni;
- di importo superiore alla metà delle retribuzioni mensili dovute.
Debiti verso fornitori
La situazione diventa critica quando:
- i debiti commerciali risultano scaduti da oltre 90 giorni;
- risultano superiori ai debiti non ancora scaduti.
Esposizioni bancarie deteriorate
Un ulteriore indicatore di crisi è rappresentato dalla presenza di:
- esposizioni scadute o sconfinanti da oltre 60 giorni;
- importo pari ad almeno il 5% delle esposizioni complessive verso il sistema bancario.
Nella pratica professionale, quando gli affidamenti risultano costantemente utilizzati al limite o si registrano sconfinamenti ricorrenti, l'impresa dovrebbe immediatamente valutare un percorso di risanamento.
Le segnalazioni dei creditori pubblici qualificati
Uno degli strumenti di emersione anticipata della crisi è costituito dalle segnalazioni previste dall'art. 25-novies CCII.
INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione sono tenuti a comunicare all'imprenditore e, ove esistenti, agli organi di controllo, il superamento di determinate soglie debitorie.
Debiti INPS
La segnalazione scatta in presenza di contributi previdenziali scaduti da oltre 90 giorni superiori:
- a 15.000 euro e al 30% dei contributi dovuti nell'anno precedente per le imprese con dipendenti;
- a 5.000 euro per le imprese prive di dipendenti.
Debiti INAIL
La segnalazione opera quando esistono premi assicurativi:
- scaduti da oltre 90 giorni;
- superiori a 5.000 euro.
Debiti verso Agenzia delle Entrate-Riscossione
Le soglie di allerta indicate sono:
- 100.000 euro per le imprese individuali;
- 200.000 euro per le società di persone;
- 500.000 euro per le società di capitali.
Tali comunicazioni non obbligano l'impresa ad avviare la composizione negoziata, ma rappresentano un chiaro segnale che impone agli amministratori e ai revisori di valutare adeguatamente la situazione.
Tabella riepilogativa delle principali soglie di allerta
I principali indicatori possono essere sintetizzati nella seguente tabella.
| Indicatore | Soglia di attenzione | Effetto |
|---|---|---|
| Debiti verso dipendenti | Retribuzioni scadute da oltre 30 giorni superiori al 50% delle retribuzioni mensili | Segnale di crisi ex art. 3 CCII |
| Debiti verso fornitori | Scaduti da oltre 90 giorni e superiori ai debiti non scaduti | Segnale di crisi ex art. 3 CCII |
| Esposizioni bancarie | Scadute o sconfinanti da oltre 60 giorni e pari ad almeno il 5% delle esposizioni complessive | Segnale di allerta bancaria |
| Debiti INPS | Oltre 15.000 euro e 30% dei contributi annui per imprese con dipendenti; oltre 5.000 euro per imprese senza dipendenti | Segnalazione ex art. 25-novies CCII |
| Debiti INAIL | Premi assicurativi scaduti da oltre 90 giorni superiori a 5.000 euro | Segnalazione ex art. 25-novies CCII |
| Agenzia Entrate-Riscossione |
100.000 euro imprese individuali; 200.000 euro società di persone; 500.000 euro società di capitali |
Segnalazione ex art. 25-novies CCII |
Quali sono i segnali di una possibile crisi d'impresa?
Ritardi nel pagamento degli stipendi, debiti commerciali scaduti, sconfinamenti bancari ricorrenti e accumulo di debiti previdenziali o fiscali possono rappresentare segnali di deterioramento dell'equilibrio finanziario. Individuarli tempestivamente permette di valutare le prospettive di risanamento prima che la crisi diventi irreversibile.
Ulteriori indicatori di attenzione: debiti fiscali, contributivi e DSCR
Accanto ai ritardi verso dipendenti, fornitori e sistema bancario, anche alcuni debiti fiscali e previdenziali e l'andamento del DSCR possono evidenziare una situazione di crescente tensione finanziaria.
| Indicatore | Soglia indicata | Rilevanza |
|---|---|---|
| Contributi previdenziali non versati | Oltre 10.000 euro annui | Possibile rilevanza penale |
| Ritenute fiscali non versate | Oltre 150.000 euro per periodo d'imposta | Rilevanza penale ex art. 10-bis D.Lgs. 74/2000 |
| IVA non versata | Oltre 250.000 euro per periodo d'imposta | Rilevanza penale ex art. 10-ter D.Lgs. 74/2000 |
| DSCR | Inferiore a 1 | Elevata probabilità di tensione finanziaria |
Perché il DSCR è un indicatore importante
Un DSCR inferiore a 1 evidenzia una situazione nella quale i flussi finanziari prospettici possono risultare insufficienti rispetto agli impegni finanziari da sostenere. Nel quadro delineato nell'approfondimento, questo indicatore rappresenta quindi un importante segnale di possibile tensione finanziaria.
Il superamento di una o più soglie non comporta automaticamente l'accesso alla composizione negoziata della crisi.
Costituisce tuttavia un importante segnale di deterioramento della situazione finanziaria, patrimoniale o economica dell'impresa. Quanto più tempestivo è l'intervento degli amministratori e dei professionisti incaricati, tanto maggiori risultano le probabilità di risanamento e di conservazione della continuità aziendale.
Il ruolo degli amministratori e degli organi di controllo
Gli amministratori, i revisori e gli organi di controllo dovrebbero monitorare costantemente tali parametri nell'ambito degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili previsti dall'art. 2086 del Codice Civile e dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.
Quando la crisi diventa anche un rischio penale
Un approccio prudente suggerisce di valutare l'accesso alla composizione negoziata molto prima del superamento delle soglie penalmente rilevanti .
Omesso versamento delle ritenute fiscali
L'art. 10-bis del D.Lgs. 74/2000 configura, secondo quanto riportato nell'approfondimento, il reato quando le ritenute non versate superano 150.000 euro per periodo d'imposta. La pena indicata è la reclusione da sei mesi a due anni.
Omesso versamento IVA
L'art. 10-ter del D.Lgs. 74/2000 prevede, nel testo predisposto da Aldo, la rilevanza penale dell'omesso versamento IVA oltre la soglia di 250.000 euro per ciascun periodo d'imposta.
Omesso versamento dei contributi previdenziali
Per i contributi trattenuti ai lavoratori, nel documento viene indicata una soglia annuale di 10.000 euro oltre la quale assume rilevanza penale l'omesso versamento.
L'avvicinamento a tali soglie dovrebbe indurre amministratori, sindaci e revisori a valutare immediatamente gli strumenti di regolazione della crisi.
La composizione negoziata dovrebbe essere valutata quando la crisi è ancora gestibile, senza attendere il superamento delle soglie di rilevanza penale. Le migliori possibilità di risanamento si registrano quando l'intervento avviene prima che i debiti tributari, previdenziali e finanziari assumano dimensioni tali da compromettere la continuità aziendale o esporre gli amministratori a responsabilità personali.
Quando conviene intervenire in una crisi d'impresa?
L'intervento dovrebbe avvenire quando le difficoltà finanziarie sono ancora gestibili e l'impresa conserva concrete possibilità di risanamento. Attendere che debiti fiscali, previdenziali o bancari raggiungano livelli critici può ridurre significativamente le possibilità di recuperare la continuità aziendale.
Caso pratico: come la composizione negoziata può aiutare un'impresa sana ma finanziariamente appesantita
Immaginiamo una società operante nel settore della produzione industriale che presenta ancora una buona capacità di generare ricavi e margini, ma che manifesta crescenti difficoltà nel sostenere contemporaneamente gli impegni verso banche, Erario e fornitori.
La situazione economico-finanziaria dell'impresa
L'impresa presenta quindi una buona capacità di generare ricavi e margini operativi, ma manifesta crescenti difficoltà nel rispettare contemporaneamente gli impegni verso banche, Erario e fornitori.
In assenza di interventi correttivi, il rischio è quello di un progressivo deterioramento della posizione finanziaria, con conseguente riduzione della fiducia degli stakeholder e perdita di valore aziendale.
Cosa può fare l'impresa attraverso la composizione negoziata
- beneficiare di misure protettive del patrimonio;
- avviare trattative con gli istituti di credito;
- ristrutturare il debito fiscale attraverso gli strumenti previsti dalla normativa;
- ridefinire il piano finanziario;
- predisporre un piano industriale sostenibile.
L'obiettivo non è semplicemente evitare una procedura liquidatoria, ma consentire all'impresa di recuperare continuità aziendale, preservando posti di lavoro, relazioni commerciali e valore economico .
Test di autovalutazione
10 situazioni che dovrebbero far valutare immediatamente la composizione negoziata
Considera quanto accaduto negli ultimi 12 mesi.
Se hai risposto positivamente ad almeno tre domande, è consigliabile effettuare una verifica professionale approfondita delle condizioni di equilibrio economico-finanziario dell'impresa.
Un'impresa redditizia può comunque trovarsi in crisi?
Sì. Un'impresa può continuare a generare ricavi e margini operativi positivi ma trovarsi in difficoltà finanziaria quando la liquidità disponibile non è sufficiente a sostenere contemporaneamente debiti fiscali, finanziamenti, fornitori e fabbisogno della gestione corrente.
Gli strumenti offerti dalla composizione negoziata
La composizione negoziata consente all'imprenditore di mantenere la gestione dell'impresa mentre conduce trattative assistite con i creditori, con l'obiettivo di individuare una soluzione sostenibile alla situazione di difficoltà.
Trattative con banche e fornitori
Nell'ambito delle trattative possono essere negoziati:
- riscadenziamenti;
- moratorie;
- consolidamenti;
- rinunce parziali ai crediti;
- conversioni di debiti in capitale.
Misure protettive
L'imprenditore può chiedere al Tribunale misure volte a bloccare o impedire determinate iniziative dei creditori durante lo svolgimento delle trattative.
Queste misure consentono di svolgere le trattative in un contesto maggiormente protetto.
Nuova finanza
La procedura può favorire l'accesso a nuova finanza funzionale al risanamento, anche attraverso il riconoscimento della prededucibilità da parte del Tribunale nei casi previsti.
- finanziamenti bancari;
- finanziamenti dei soci;
- nuova liquidità funzionale al risanamento.
Operazioni straordinarie
Nell'ambito del percorso di risanamento possono essere realizzate diverse operazioni straordinarie, tra cui:
- cessioni di azienda o rami d'azienda;
- fusioni;
- scissioni;
- aumenti di capitale;
- ingresso di investitori industriali o finanziari.
Il documento evidenzia inoltre che la cessione dell'azienda può avvenire, ove autorizzata dal Tribunale nei casi previsti, con esclusione della solidarietà ex art. 2560 c.c., ai sensi dell'art. 22 CCII.
La composizione negoziata non è un singolo accordo, ma un percorso di risanamento
La possibilità di rinegoziare i debiti, ottenere misure protettive, ricercare nuova finanza e valutare operazioni straordinarie consente di costruire soluzioni differenti in funzione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale della singola impresa.
Cosa si può negoziare nella composizione negoziata?
Nell'ambito della composizione negoziata possono essere affrontati rapporti con banche, fornitori e altri creditori attraverso riscadenziamenti, moratorie, consolidamenti, rinunce parziali ai crediti o conversioni del debito in capitale. Possono inoltre essere valutate misure protettive, nuova finanza e operazioni straordinarie funzionali al risanamento.
La transazione fiscale nella composizione negoziata
Una delle più importanti innovazioni introdotte dal D.Lgs. 136/2024 è il nuovo art. 23, comma 2-bis, CCII.
La norma consente di proporre un accordo avente ad oggetto il pagamento parziale e/o dilazionato dei debiti tributari.
Quali crediti possono essere interessati
Nel quadro normativo descritto nell'approfondimento, la disciplina riguarda i crediti di:
- Agenzia delle Entrate;
- Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Nel documento viene precisato che non rientrano, allo stato della disciplina esaminata, i crediti previdenziali di INPS e INAIL, che restano assoggettati alle regole ordinarie.
L'estensione della transazione fiscale ai tributi locali
Particolarmente significativa risulta l'evoluzione normativa avviata nel 2025. Il legislatore ha previsto, nell'ambito dell'attuazione della delega fiscale, l'estensione della transazione fiscale anche ai tributi regionali e locali, superando l'attuale limitazione ai soli tributi erariali.
Una volta completato il percorso normativo descritto nell'approfondimento, dovrebbero poter essere inclusi negli accordi anche crediti relativi a:
Si tratta di una modifica particolarmente importante, poiché consentirebbe una gestione più completa dell'indebitamento pubblico delle imprese, aumentando le possibilità di costruire percorsi complessivi di risanamento.
Nel documento Aldo Perriello segnala inoltre che in data 4 agosto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo il cui articolo 4, in attuazione dell'articolo 9 della legge delega n. 111/2023, dispone l'applicabilità della transazione fiscale anche ai tributi locali di cui sono titolari Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni.
Le misure premiali fiscali dell'art. 25-bis CCII
Accanto agli strumenti negoziali e alle misure protettive, il legislatore ha previsto una serie di agevolazioni fiscali finalizzate a favorire le imprese che affrontano tempestivamente la crisi attraverso il percorso della composizione negoziata.
Tali benefici sono disciplinati dall'art. 25-bis del Codice della Crisi. L'obiettivo è premiare l'imprenditore che fa emergere la crisi in una fase ancora reversibile, evitando che il ritardo nell'accesso agli strumenti di risanamento determini un ulteriore aggravamento della posizione debitoria fiscale.
Riduzione degli interessi sui debiti tributari
Dall'accettazione dell'incarico da parte dell'esperto e sino alla conclusione delle trattative con una soluzione positiva, gli interessi che maturano sui debiti tributari vengono ridotti al tasso legale.
Il beneficio riguarda i debiti fiscali dell'impresa e opera durante lo svolgimento delle trattative.
Riduzione delle sanzioni tributarie
Quando il termine per il pagamento di una sanzione tributaria scade dopo la presentazione dell'istanza di composizione negoziata, la sanzione applicabile viene ridotta alla misura minima prevista dalla legge.
Dimezzamento di sanzioni e interessi
Nelle ipotesi previste dall'art. 23, comma 2, CCII, le sanzioni e gli interessi relativi ai debiti tributari sorti prima del deposito dell'istanza sono ridotti del 50%.
È possibile ristrutturare i debiti fiscali nella composizione negoziata?
La disciplina descritta nell'approfondimento consente di proporre accordi per il pagamento parziale e/o dilazionato di determinati debiti tributari. Alla transazione fiscale si affiancano inoltre misure premiali che possono incidere su interessi e sanzioni, favorendo l'emersione tempestiva della crisi e la costruzione di un percorso di risanamento.
Rateizzazione dei debiti tributari non ancora iscritti a ruolo
L'art. 25-bis prevede inoltre una misura di notevole utilità pratica per le imprese che presentano debiti tributari non ancora affidati alla riscossione.
Quando venga pubblicato nel Registro delle Imprese:
- il contratto idoneo ad assicurare la continuità aziendale;
- oppure l'accordo sottoscritto con i creditori;
L'Agenzia delle Entrate può concedere, su richiesta dell'impresa e con sottoscrizione dell'esperto, una rateazione fino a 120 rate mensili dei debiti tributari non ancora iscritti a ruolo.
La rateazione può riguardare:
La misura può risultare particolarmente efficace quando la crisi deriva soprattutto dall'accumulo di debiti fiscali ancora non affidati alla riscossione.
Perché le misure premiali rafforzano la convenienza della composizione negoziata
Sotto il profilo economico, la combinazione di più strumenti può rendere il percorso di risanamento particolarmente articolato.
- misure protettive;
- transazione fiscale ex art. 23, comma 2-bis;
- misure premiali ex art. 25-bis;
- possibilità di nuova finanza;
- accordi con banche e fornitori.
L'accesso alla procedura dovrebbe essere valutato non come l'ultima difesa prima dell'insolvenza, ma come una scelta gestionale tempestiva volta a preservare il valore aziendale quando la continuità dell'impresa è ancora concretamente recuperabile.
Detassazione delle sopravvenienze attive da riduzione dei debiti
Uno dei principali ostacoli alle operazioni di risanamento è tradizionalmente rappresentato dal rischio che la riduzione dei debiti generi componenti positivi imponibili.
Nell'ambito degli strumenti di regolazione della crisi e degli accordi di risanamento previsti dal Codice della Crisi, le sopravvenienze attive derivanti dalla falcidia dei debiti possono beneficiare di regimi di esclusione o non imponibilità fiscale, evitando che il vantaggio ottenuto dall'impresa venga neutralizzato da una successiva imposizione tributaria.
Deducibilità della perdita per il creditore
Un elemento importante nelle trattative riguarda il trattamento fiscale del creditore che accetta una riduzione del proprio credito.
La normativa fiscale, secondo quanto riportato nell'approfondimento, consente di considerare fiscalmente deducibili le perdite derivanti dai crediti coinvolti nelle procedure e negli accordi di regolazione della crisi previsti dall'ordinamento.
Emissione della nota di variazione IVA
Quando il creditore subisce una riduzione del credito a seguito di un accordo raggiunto nell'ambito degli strumenti di regolazione della crisi, possono ricorrere i presupposti per l'emissione della nota di variazione IVA prevista dall'art. 26 del DPR 633/1972.
La possibilità di recuperare l'IVA precedentemente versata rappresenta un vantaggio concreto per i creditori e può costituire un elemento rilevante nelle trattative con fornitori e finanziatori commerciali.
Il valore dell'impresa nella composizione negoziata
Una delle valutazioni più importanti durante il percorso di composizione negoziata riguarda il reale valore dell'impresa.
Nelle situazioni di crisi o tensione finanziaria il valore aziendale non coincide necessariamente con quello desumibile dall'ultimo bilancio approvato, né con il valore che emergerebbe in caso di liquidazione.
Un'impresa può possedere attività economicamente sostenibili, clienti consolidati, competenze produttive distintive e una posizione competitiva ancora valida, pur risultando temporaneamente schiacciata dal peso dell'indebitamento finanziario, fiscale o previdenziale.
In queste circostanze il valore dell'azienda può risultare significativamente superiore rispetto a quello ottenibile attraverso la vendita isolata dei singoli beni o mediante una procedura liquidatoria.
Valore in continuità, valore di liquidazione e valore strategico
Valore di liquidazione
È determinato dalla vendita dei beni aziendali in assenza di continuità operativa.
Valore in continuità
È fondato sulla capacità futura dell'impresa di generare reddito e flussi di cassa.
Valore strategico
È rappresentato dall'interesse che l'azienda può suscitare nei confronti di investitori industriali o finanziari.
In numerosi casi il valore in continuità risulta sensibilmente superiore al valore di liquidazione. Questo può rendere conveniente anche per i creditori sostenere un percorso di risanamento anziché perseguire una soluzione meramente liquidatoria.
La valutazione aziendale come supporto alle trattative
Una stima indipendente del valore dell'impresa può rappresentare uno strumento particolarmente utile durante le trattative con:
Conoscere il valore economico dell'azienda consente di dimostrare la sostenibilità del piano di risanamento, supportare eventuali richieste di nuova finanza e favorire l'individuazione di soluzioni condivise tra i diversi stakeholder.
La valutazione può inoltre contribuire a determinare la quota di sacrificio ragionevolmente richiedibile ai creditori, evidenziando il vantaggio economico conseguibile rispetto agli scenari alternativi di liquidazione giudiziale.
Quando è opportuno effettuare una valutazione aziendale
Secondo l'impostazione dell'approfondimento, la valutazione dovrebbe essere effettuata fin dalle prime fasi della composizione negoziata quando:
- si intende verificare la concreta perseguibilità del risanamento;
- è necessario negoziare con banche o finanziatori;
- si ricerca un investitore esterno;
- si valuta la vendita dell'azienda o di un ramo aziendale;
- occorre confrontare il valore in continuità con il valore di liquidazione;
- è necessario predisporre un piano industriale credibile e supportato da adeguate evidenze economico-finanziarie.
Una corretta determinazione del valore può trasformare la composizione negoziata da mera procedura di gestione della crisi a vero e proprio progetto di conservazione e valorizzazione dell'impresa.
Ingresso di investitori e operazioni straordinarie
La composizione negoziata non rappresenta soltanto uno strumento di gestione della crisi, ma può trasformarsi in una opportunità di rilancio e crescita.
Nel corso delle trattative possono infatti essere realizzate diverse operazioni straordinarie, finalizzate a rafforzare la struttura patrimoniale e finanziaria dell'impresa o a favorire l'ingresso di nuovi soggetti interessati al progetto di risanamento.
Le principali operazioni possibili
- aumento di capitale;
- ingresso di nuovi soci;
- investimenti di fondi specializzati in turnaround;
- cessione di quote societarie;
- cessione dell'intera azienda;
- cessione di rami d'azienda.
In tutte queste ipotesi la determinazione del valore dell'impresa assume un ruolo centrale per definire condizioni eque e attrarre soggetti interessati a sostenere il progetto di risanamento.
Composizione negoziata: intervenire prima per preservare valore e continuità aziendale
I dati di Unioncamere richiamati nell'approfondimento mostrano come la composizione negoziata stia assumendo un ruolo sempre più rilevante nella gestione anticipata della crisi d'impresa in Italia.
Le imprese che ottengono i risultati migliori sono quelle che intervengono tempestivamente, prima che le tensioni finanziarie si trasformino in insolvenza irreversibile o in responsabilità personali degli amministratori.
La presenza di debiti fiscali e contributivi crescenti, esposizioni bancarie deteriorate, ritardi nei pagamenti ai fornitori e segnalazioni dei creditori pubblici qualificati non dovrebbe essere considerata automaticamente come il preludio della liquidazione.
Può invece rappresentare il momento nel quale valutare concretamente l'accesso alla composizione negoziata e utilizzare gli strumenti messi a disposizione dall'ordinamento per cercare di preservare la continuità aziendale.
Il peso ancora presente dell'indebitamento del periodo Covid
Molte imprese risentono ancora finanziariamente degli impegni assunti o rinviati durante il periodo Covid, nonostante la ripresa economica di numerosi settori.
Finanziamenti contratti e debiti fiscali accumulati durante quel periodo possono rappresentare una causa nascosta della crisi finanziaria di imprese che, sotto il profilo industriale e commerciale, continuano a essere valide.
Crisi d'impresa non significa necessariamente insolvenza
Molte aziende italiane continuano a possedere prodotti competitivi, clienti consolidati e competenze distintive, pur essendo appesantite da debiti fiscali, finanziamenti bancari e tensioni di liquidità accumulate nel tempo.
La composizione negoziata offre uno strumento concreto per affrontare tempestivamente tali criticità, favorendo il dialogo con i creditori e la ricerca di soluzioni sostenibili.
Prima si interviene, maggiori sono le probabilità di preservare il valore aziendale e garantire la continuità dell'attività.
Domande frequenti sulla composizione negoziata della crisi
Le risposte alle principali domande sulla composizione negoziata, sui debiti fiscali, sulle misure protettive, sui finanziamenti e sulle prospettive di risanamento dell'impresa.
Quando conviene accedere alla composizione negoziata?
La composizione negoziata dovrebbe essere valutata quando l'impresa manifesta tensioni finanziarie, debiti fiscali o bancari crescenti e difficoltà nei pagamenti, ma conserva concrete prospettive di continuità aziendale.
La composizione negoziata sospende i pignoramenti?
Sì. L'imprenditore può richiedere al Tribunale misure protettive idonee a impedire o sospendere azioni esecutive e cautelari dei creditori durante le trattative.
È possibile trattare i debiti fiscali nella composizione negoziata?
Sì. L'art. 23, comma 2-bis, del Codice della Crisi consente di proporre accordi di pagamento parziale e/o dilazionato ai creditori fiscali rappresentati dall'Agenzia delle Entrate e dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
I debiti INPS possono essere oggetto di transazione fiscale?
Attualmente la transazione fiscale prevista dall'art. 23, comma 2-bis, CCII non si estende ai crediti previdenziali vantati da INPS e INAIL.
I debiti verso i Comuni possono essere trattati?
L'estensione della transazione fiscale ai tributi locali è stata prevista dal decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026, in attuazione della legge delega fiscale. Una volta completato l'iter normativo, potranno essere interessati anche IMU, TARI e altri tributi locali.
Quali sono i vantaggi della composizione negoziata?
I principali vantaggi sono:
- mantenimento della gestione aziendale;
- misure protettive;
- ristrutturazione dei debiti;
- riduzione di interessi e sanzioni;
- accesso a nuova finanza;
- transazione fiscale;
- possibilità di cessione dell'azienda o di rami aziendali in continuità.
Le banche possono segnalare la situazione di crisi?
Sì. Le esposizioni scadute o sconfinanti da oltre 60 giorni che rappresentino almeno il 5% dell'esposizione complessiva costituiscono un segnale di allerta previsto dal Codice della Crisi.
I finanziamenti Covid possono essere ristrutturati?
Sì. I finanziamenti assistiti da garanzia pubblica possono essere oggetto di rinegoziazione e ristrutturazione nell'ambito delle trattative condotte durante la composizione negoziata.
Quanto dura la composizione negoziata?
La durata ordinaria è di 180 giorni, prorogabile nei casi previsti dalla legge di ulteriori 180 giorni.
Quanto costa la composizione negoziata?
I costi dipendono dalla dimensione dell'impresa e dai compensi dell'esperto nominato, generalmente inferiori rispetto alle procedure concorsuali tradizionali.
La composizione negoziata evita la liquidazione giudiziale?
L'obiettivo è prevenire l'insolvenza e favorire il risanamento dell'impresa attraverso accordi con i creditori.
La tua impresa è realmente in crisi?
Molte aziende che oggi accedono alla composizione negoziata non presentano una crisi economica, ma una crisi finanziaria derivante da debiti fiscali, finanziamenti Covid, esposizioni bancarie o squilibri di cassa.
Attraverso l'analisi del cash flow operativo, del DSCR, della sostenibilità del debito e del valore economico dell'impresa è possibile verificare la concreta perseguibilità del risanamento.